“Affrontare il cambiamento nella formazione” - l’evento organizzato dall’US Commercial Service dell’Ambasciata americana di Roma con Panopto indica il futuro della didattica ibrida nelle Università

Esperienza. Efficacia. Usability. Quando una nuova piattaforma digitale per la formazione entra per la prima volta nel ventaglio di opzioni di Università, Pubbliche Amministrazioni, Scuole di Alta Specializzazione, quello che interessa comprendere a dirigenti, rettori, specialisti e addetti ai lavori è proprio questo: l’esperienza di chi lo ha provato, la usability che ne caratterizza la fruizione, e l’efficacia in termini di performance, profitto e soddisfazione da parte di docenti, studenti e utenti.

E’ proprio di questo, e molto altro, che si è parlato giovedì 4 febbraio 2021 durante l’evento Affrontare il Cambiamento nella Formazione - Realizzare un Ecosistema di Tecnologie per l'Apprendimento a sostegno del successo organizzato dall’U.S. Commercial Service dell’Ambasciata degli Stati Uniti d’America in collaborazione con Panopto, la piattaforma di gestione e condivisione video approdata dal 2020 nel nostro Paese grazie alla partnership con Seidor Italy. Un’occasione di riflessione in cui è emersa la stringente necessità delle Università di trasformare la didattica tradizionale “de visu” in un ambiente ibrido, fatto di momenti in presenza e spazi virtuali di apprendimento, e dove è stato possibile condividere le esperienze di alcuni Atenei nel processo di cambiamento avviato dall’inizio della pandemia a oggi.

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«Una volta appurato che la tecnologia era divenuta necessaria per garantire il diritto allo studio, il nostro ateneo ha fatto una riflessione sulla metodologia da adottare» ha raccontato Giovanni Michele Bianco, Dirigente Organizzazione del Sistema Informativo dell’Università degli Studi di Verona. «L’intenzione era quella di sfruttare l’occasione del lockdown per dare una svolta innovativa alla didattica e grazie all’adozione della piattaforma Panopto per la gestione delle videolezioni è stato possibile sperimentare moltissime attività formative all’avanguardia. Penso al Team Based Learning (TBL), ovvero l’organizzazione del lavoro in piccoli gruppi di studio, o alle cosiddette flipped classroom, le classi capovolte che permettono ai singoli studenti di diventare assoluti protagonisti dell’apprendimento, modificando, integrando e condividendo i video delle lezioni in maniera autonoma con migliori profitti in sede d’esame. Tutto questo secondo modalità semplici e intuitive sia per gli studenti che per i docenti».

 

Si accosta all’esperienza dell’ateneo veronese anche quella dell’Università di Bologna, orientata secondo il Dirigente dell’Area Sistemi e Servizi Informatici Enrico Lodolo alla ricerca di «un nuovo modello evolutivo, progressivo, di didattica». «Dopo un primo approccio basato sulla didattica sincrona - ha spiegato Lodolo - abbiamo iniziato a ragionare su un modello complessivo di Virtual Learning Environment (VLE) che potesse supportare anche lezioni asincrone. Immediatamente abbiamo osservato come Panopto rispondesse perfettamente a queste esigenze, portandoci a ripensare completamente la formazione accademica. Oggi il nostro Ateneo sta andando infatti verso un nuovo modello a 4 livelli: il primo detto del self service, in cui il docente produce da sé una lezione base; un secondo livello in cui realizza in piccole sale di registrazione video con hardware e software ad hoc come Panopto; un terzo livello in cui si producono video-seminari di livello professionale da usare come patrimonio interno; e infine un ultimo livello di formazione collettiva in stile MOOC (Massive Open Online Course)».

 

Anche Nicola Perullo, Prorettore e Direttore della Formazione dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (CN) ha portato la propria esperienza, spiegando quanto sia stato importante per una realtà accademica dalla forte componente pratica ed esperienziale poter disporre di una tecnologia di gestione video versatile e interattiva. «Prima del lockdown usavamo già Panopto per alcune lezioni “ibride”, ma quando è diventato del tutto impossibile garantire la didattica in presenza abbiamo sperimentato come fosse possibile grazie alla piattaforma realizzare persino forme di “degustazioni da remoto” che sono state accolte molto positivamente dagli studenti e hanno dato dei risultati molto interessanti in termini di apprendimento. Uno dei feedback più sorprendenti, infatti, è che l’adozione di questo nuovo sistema di formazione ha prodotto un aumento nel livello di rendimento agli esami, probabilmente perché la platea di studenti del triennio è costituita ormai dai Millennials, abituati da sempre al digital environment e capaci di raggiungere lo stesso livello di attenzione e assimilazione anche da remoto».

E’ chiaro dunque che sia in atto un sostanziale processo di trasformazione all’interno degli Atenei italiani. Un “nuovo umanesimo del digitale” che vede sempre al centro la persona, ma con il supporto di tecnologie capaci di offrire un adeguato supporto alla formazione per il successo. In termini di qualità dell’esperienza, efficacia e usability.

L’intero evento è consultabile al seguente link

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